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Catégorie 67ème anniversaire de la Bataille des Alpes: cette année c'est le 67ème anniversaire de la Bataille des Alpes .

Discours de Benito Mussolini prononcé du Palais Venice le 10 juin 1940 à 18 heures :
A18 heures, du balcon du Palais Venezia à Rome ,Mussolini proclame l’entrée en guerre de l’italie à la foule de ses partisans,rassemblée sur la place de Venise.
Les plus excités de cette masse d’environ 100 000 personnes, brandissent des pancartes qui sont tout un programme :” corsica, savoia, nizza a noi” ,”paris ,Lyon ,Méditerranée e vice e versa”.Ni le grand conseil fasciste, ni le parlement, ni le roi n’ont été saisis de cette décision fatale.Mussolini entre en guerre avec le sentiment qu’il n’aura pas à la faire sérieusement, et qu’il n’aura pas à la faire sérieusement,et qu’il n’aura qu’a ce trouver à la table des négociations de paix pour participer à la répartition d’un butin facile.
texte du discours
Combattenti di terra, di mare e dell'aria! Camicie nere della rivoluzione e delle legioni! Uomini e donne d'Italia, dell'Impero e del regno d'Albania! Ascoltate!
Un'ora segnata dal destino batte nel cielo della nostra patria. L'ora delle decisioni irrevocabili. La dichiarazione di guerra è già stata consegnata agli ambasciatori di Gran Bretagna e di Francia. Scendiamo in campo contro le democrazie plutocratiche e reazionarie dell'Occidente, che, in ogni tempo, hanno ostacolato la marcia, e spesso insidiato l'esistenza medesima del popolo italiano .
Alcuni lustri della storia più recente si possono riassumere in queste frasi: promesse, minacce, ricatti e, alla fine, quale coronamento dell'edificio, l'ignobile assedio societario di cinquantadue stati.La nostra coscienza è assolutamente tranquilla. Con voi il mondo intero è testimone che l'Italia del Littorio ha fatto quanto era umanamente possibile per evitare la tormenta che sconvolge l'Europa; ma tutto fu vano. Bastava rivedere i trattati per adeguarli alle mutevoli esigenze della vita delle nazioni e non considerarli intangibili per l'eternità; bastava non iniziare la stolta politica delle garanzie, che si è palesata soprattutto micidiale per coloro che la hanno accettate; bastava non respingere la proposta che il Führer fece il 6 ottobre dell'anno scorso, dopo finita la campagna di Polonia. Oramai tutto ciò appartiene al passato. Se noi oggi siamo decisi ad affrontare i rischi ed i sacrifici di una guerra, gi è che l'onore, gli interessi, l'avvenire ferramente lo impongono, poiché un grande popolo è veramente tale se considera sacri i suoi impegni e se non evade dalle prove supreme che determinano il corso della storia.
Noi impugniamo le armi per risolvere, dopo il problema risolto delle nostre frontiere continentali, il problema delle nostre frontiere marittime; noi vogliamo spezzare le catene di ordine territoriale e militare che ci soffocano nel nostro mare, poiché un popolo di quarantacinque milioni di anime non è veramente libero se non ha libero l'accesso all'Oceano. Questa lotta gigantesca non è che una fase dello sviluppo logico della nostra rivoluzione; è la lotta dei popoli poveri e numerosi di braccia contro gli affamatori che detengono ferocemente il monopolio di tutele ricchezze e di tutto l'oro della terra; è la lotta dei popoli fecondi e giovani contro i popoli isteriliti e volgenti al tramonto, è la lotta tra due secoli e due idee. Ora che i dadi sono gettati e la nostra volontà ha bruciato alle nostre spalle i vascelli, io dichiaro solennemente che l'Italia non intende trascinare altri popoli nel conflitto con essa confinanti per mare o per terra. Svizzera, Jugoslavia, Grecia, Turchia, Egitto prendano atto di queste mie parole e dipende da loro, soltanto da loro, se esse saranno o no rigorosamente confermate.
Italiani!
In una memorabile adunata, quella di Berlino, io dissi che, secondo le leggi della morale fascista, quando si ha un amico si marcia con lui sino in fondo. Questo abbiamo fatto e faremo con la Germania, col suo popolo, con le sue meravigliose Forze armate. In questa vigilia di un evento di una portata secolare, rivolgiamo il nostro pensiero alla Maestà del re imperatore, che, come sempre, ha interpretato l'anima della patria. E salutiamo alla voce il Führer, il capo della grande Germania alleata.
L'Italia, proletaria e fascista, è per la terza volta in piedi, forte, fiera e compatta come non mai. La parola d'ordine è una sola, categorica e impegnativa per tutti. Essa già trasvola ed accende i cuori dalle Alpi all'Oceano Indiano: vincere! E vinceremo!, per dare finalmente un lungo periodo di pace con la giustizia all'Italia, all'Europa, al mondo.
Popolo italiano!
Corri alle armi, e dimostra la tua tenacia, il tuo coraggio, il tuo valore!
Combattenti di terra, di mare e dell'aria! Camicie nere della rivoluzione e delle legioni! Uomini e donne d'Italia, dell'Impero e del regno d'Albania! Ascoltate!
Un'ora segnata dal destino batte nel cielo della nostra patria. L'ora delle decisioni irrevocabili. La dichiarazione di guerra è già stata consegnata agli ambasciatori di Gran Bretagna e di Francia. Scendiamo in campo contro le democrazie plutocratiche e reazionarie dell'Occidente, che, in ogni tempo, hanno ostacolato la marcia, e spesso insidiato l'esistenza medesima del popolo italiano .
Alcuni lustri della storia più recente si possono riassumere in queste frasi: promesse, minacce, ricatti e, alla fine, quale coronamento dell'edificio, l'ignobile assedio societario di cinquantadue stati.La nostra coscienza è assolutamente tranquilla. Con voi il mondo intero è testimone che l'Italia del Littorio ha fatto quanto era umanamente possibile per evitare la tormenta che sconvolge l'Europa; ma tutto fu vano. Bastava rivedere i trattati per adeguarli alle mutevoli esigenze della vita delle nazioni e non considerarli intangibili per l'eternità; bastava non iniziare la stolta politica delle garanzie, che si è palesata soprattutto micidiale per coloro che la hanno accettate; bastava non respingere la proposta che il Führer fece il 6 ottobre dell'anno scorso, dopo finita la campagna di Polonia. Oramai tutto ciò appartiene al passato. Se noi oggi siamo decisi ad affrontare i rischi ed i sacrifici di una guerra, gi è che l'onore, gli interessi, l'avvenire ferramente lo impongono, poiché un grande popolo è veramente tale se considera sacri i suoi impegni e se non evade dalle prove supreme che determinano il corso della storia.
Noi impugniamo le armi per risolvere, dopo il problema risolto delle nostre frontiere continentali, il problema delle nostre frontiere marittime; noi vogliamo spezzare le catene di ordine territoriale e militare che ci soffocano nel nostro mare, poiché un popolo di quarantacinque milioni di anime non è veramente libero se non ha libero l'accesso all'Oceano. Questa lotta gigantesca non è che una fase dello sviluppo logico della nostra rivoluzione; è la lotta dei popoli poveri e numerosi di braccia contro gli affamatori che detengono ferocemente il monopolio di tutele ricchezze e di tutto l'oro della terra; è la lotta dei popoli fecondi e giovani contro i popoli isteriliti e volgenti al tramonto, è la lotta tra due secoli e due idee. Ora che i dadi sono gettati e la nostra volontà ha bruciato alle nostre spalle i vascelli, io dichiaro solennemente che l'Italia non intende trascinare altri popoli nel conflitto con essa confinanti per mare o per terra. Svizzera, Jugoslavia, Grecia, Turchia, Egitto prendano atto di queste mie parole e dipende da loro, soltanto da loro, se esse saranno o no rigorosamente confermate.
Italiani!
In una memorabile adunata, quella di Berlino, io dissi che, secondo le leggi della morale fascista, quando si ha un amico si marcia con lui sino in fondo. Questo abbiamo fatto e faremo con la Germania, col suo popolo, con le sue meravigliose Forze armate. In questa vigilia di un evento di una portata secolare, rivolgiamo il nostro pensiero alla Maestà del re imperatore, che, come sempre, ha interpretato l'anima della patria. E salutiamo alla voce il Führer, il capo della grande Germania alleata.
L'Italia, proletaria e fascista, è per la terza volta in piedi, forte, fiera e compatta come non mai. La parola d'ordine è una sola, categorica e impegnativa per tutti. Essa già trasvola ed accende i cuori dalle Alpi all'Oceano Indiano: vincere! E vinceremo!, per dare finalmente un lungo periodo di pace con la giustizia all'Italia, all'Europa, al mondo.
Popolo italiano!
Corri alle armi, e dimostra la tua tenacia, il tuo coraggio, il tuo valore!
traduction (un grand merci à régioesercito du forum italie 1935-45 http://97185.aceboard.fr/)
Combattants de terre, de mer et de l'air! Chemises noires de la révolution et des légions! Hommes et femmes de l'Italie, de l'empire et du royaume de l'Albanie! Ecoutez-vous!
Une heure marquée par la destinée bat dans le ciel de notre patrie. L'heure des décisions irrévocables. La déclaration de guerre a déjà été remise aux ambassadeurs de la Grande-Bretagne et de la France. Nous entrons contre les démocraties ploutocratiques et réactionnaires de l'ouest sur le terrain qui, en chaque temps, ils ont contrarié la marche, et souvent tendu un piège à l'existence même du peuple italien.
Quelques lustres de l'histoire plus récente ils peuvent résumer dans ces phrases: promesses, menaces, chantages et, à la fin, quel couronnement du bâtiment, le siège sociétaire ignoble de cinquante-deux états. Notre conscience est tranquille absolument. Avec vous le monde entier est témoin que l'Italie du Littorio a fait il était qu'humainement possible pour éviter la tourmente qui bouleverse l'Europe; mais tout fut vain. Il suffisait de revoir les traités pour les ajuster aux exigences variables de la vie des nations et ne les pas considérer intangibles pour l'éternité; il suffisait de ne pas commencer la sotte politique des garanties qui s'est surtout manifestée meurtrier pour ceux qui l'ont acceptée; il suffisait de ne pas repousser la proposition qui fit le 6 octobre de l'an dernier, finie la campagne de la Pologne après. Tout ceci appartient au passé maintenant. Si aujourd'hui nous sommes décidés à affronter les risques et les sacrifices d'une guerre, gi est que l'honneur, les intérêts, l'avenir ils l'imposent fermement, car un grand peuple est vraiment tel s'il considère sacré ses engagements et s'il n'exécute pas des preuves suprêmes qui déterminent le cours de l'histoire.
Nous saisissons les armes pour résoudre, après le problème résolu de nos frontières continentales le problème de nos frontières maritimes; nous voulons briser les liens d'ordre territorial et militaire qui nous étouffent dans notre mer, car un peuple de quarante-cinq millions d'âmes n'est pas vraiment libre s'il n'a pas je libère l'accès à l'océan. Cette lutte gigantesque n'est pas qu'une phase du développement logique de notre révolution; c'est la lutte des peuples pauvres et nombreux de bras contre qui prend pour faim qu'ils détiennent le monopole de tutelles férocement richesses et de tout l'or de la terre; c'est la lutte des peuples contres féconds et jeunes les peuples stérilisés qu'ils vont vers le couché du soleil, c'est la lutte dans deux siècles et deux idées. Maintenant que les dés sont jetés et notre volonté a brûlé à nos épaules les vaisseaux, je déclare solennellement que l'Italie n'entend pas traîner autres peuples dans le conflit avec elle par mer limitrophes ou par terre. Suisse, Yougoslavie, Grèce, Turquie, Egypte ils prennent note de mes mots et il dépend d'eux, seulement d'eux, si elles sont ou non vous confirmez rigoureusement.
Italiens!
Dans un rassemblement mémorable, celle de Berlin, je dis que, selon tu leur lis du fasciste moral, quand on a un ami on il marche avec lui jusque au bout. Celui-ci nous avons fait et nous ferons avec l'Allemagne, avec son peuple, avec ses merveilleuses Forces armées. Dans cette veille d'un événement d'un plat séculaire, nous tournons notre pensée à la Majesté du roi empereur, que, comme il a toujours interprété l'âme de la patrie. Et nous saluons à la voix le Führer, la tête de la grande Allemagne alliée.
L'Italie, prolétaire et fasciste sont pour la troisième fois debout, fort, foire et compacte comme pas jamais. Le mot d'ordre est un seule, catégorique et importante pour tous. Elle déjà vole et il allume les coeurs des Alpes à l'océan Indien: gagne! Et nous gagnerons!, pour donner une longue période de paix enfin avec la justice à l'Italie, à l'Europe, au monde.
Peuple italien!
Cours aux armes, et montre ta ténacité, ton courage, ta valeur!Commentaires (0)

Les plus excités de cette masse d’environ 100 000 personnes, brandissent des pancartes qui sont tout un programme :” Corsica, Savoia, Nizza a noi” ,”Paris ,Lyon,Méditerranée e vice e versa” Commentaires (0)

Les italiens apprenent par la presse la déclaration de guerre du Duce Commentaires (0)

Place de venise :
La population italienne sur la place de venise a rome au fond "la machine à écrire" célèbre monument romain dédiée au roi Victor Emmanuel et habritant la tombe du soldat inconnu italien.Commentaires (0)