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Catégorie Vidéos historiques: Dans cette rubrique vous trouverez quelques vidéos en rapport avec le pont saint louis la bataille de menton (10 25 juin 1940) surtout les journaux de propagandes italiens IMPORTANT: c'est vidéos sont des films de propagandes nous les mettons en lignes uniquement dans un but historique et nom pour des raison politique nous ne cautionnons pas l'idéologies fasciste .

Déclaration de guerre le 10 juin 1940 au balcon du palais Vénézia à Rome


Déclaration de guerre de l'italie  contre la France le 10 juin 1940 à Rome au palazzo venezia à 17h30

« Une heure marquée par le destin sonne dans le ciel de notre patrie. C'est l'heure des décisions irrévocables. [La déclaration de guerre a été déjà été faite] aux ambassadeurs de Grande-Bretagne et de France. Allons au combat ! »


A 18 heures, du balcon du Palais Venezia à Rome ,Mussolini proclame l'entrée en guerre de l'italie à la foule de ses partisans,rassemblée sur la place de Venise. Les plus excités de cette masse d'environ 100 000 personnes, brandissent des pancartes qui sont tout un programme :" corsica, savoia, nizza a noi" ,"paris ,Lyon ,Méditerranée e vice e versa".Ni le grand conseil fasciste, ni le parlement, ni le roi n'ont été saisis de cette décision fatale.Mussolini entre en guerre avec le sentiment qu'il n'aura pas à la faire sérieusement, et qu'il n'aura pas à la faire sérieusement,et qu'il n'aura qu'a ce trouver à la table des négociations de paix pour participer à la répartition d'un butin facile. texte du discours Combattenti di terra, di mare e dell'aria! Camicie nere della rivoluzione e delle legioni! Uomini e donne d'Italia, dell'Impero e del regno d'Albania! Ascoltate! Un'ora segnata dal destino batte nel cielo della nostra patria. L'ora delle decisioni irrevocabili. La dichiarazione di guerra è già stata consegnata agli ambasciatori di Gran Bretagna e di Francia. Scendiamo in campo contro le democrazie plutocratiche e reazionarie dell'Occidente, che, in ogni tempo, hanno ostacolato la marcia, e spesso insidiato l'esistenza medesima del popolo italiano . Alcuni lustri della storia più recente si possono riassumere in queste frasi: promesse, minacce, ricatti e, alla fine, quale coronamento dell'edificio, l'ignobile assedio societario di cinquantadue stati.La nostra coscienza è assolutamente tranquilla. Con voi il mondo intero è testimone che l'Italia del Littorio ha fatto quanto era umanamente possibile per evitare la tormenta che sconvolge l'Europa; ma tutto fu vano. Bastava rivedere i trattati per adeguarli alle mutevoli esigenze della vita delle nazioni e non considerarli intangibili per l'eternità; bastava non iniziare la stolta politica delle garanzie, che si è palesata soprattutto micidiale per coloro che la hanno accettate; bastava non respingere la proposta che il Führer fece il 6 ottobre dell'anno scorso, dopo finita la campagna di Polonia. Oramai tutto ciò appartiene al passato. Se noi oggi siamo decisi ad affrontare i rischi ed i sacrifici di una guerra, gi è che l'onore, gli interessi, l'avvenire ferramente lo impongono, poiché un grande popolo è veramente tale se considera sacri i suoi impegni e se non evade dalle prove supreme che determinano il corso della storia. Noi impugniamo le armi per risolvere, dopo il problema risolto delle nostre frontiere continentali, il problema delle nostre frontiere marittime; noi vogliamo spezzare le catene di ordine territoriale e militare che ci soffocano nel nostro mare, poiché un popolo di quarantacinque milioni di anime non è veramente libero se non ha libero l'accesso all'Oceano. Questa lotta gigantesca non è che una fase dello sviluppo logico della nostra rivoluzione; è la lotta dei popoli poveri e numerosi di braccia contro gli affamatori che detengono ferocemente il monopolio di tutele ricchezze e di tutto l'oro della terra; è la lotta dei popoli fecondi e giovani contro i popoli isteriliti e volgenti al tramonto, è la lotta tra due secoli e due idee. Ora che i dadi sono gettati e la nostra volontà ha bruciato alle nostre spalle i vascelli, io dichiaro solennemente che l'Italia non intende trascinare altri popoli nel conflitto con essa confinanti per mare o per terra. Svizzera, Jugoslavia, Grecia, Turchia, Egitto prendano atto di queste mie parole e dipende da loro, soltanto da loro, se esse saranno o no rigorosamente confermate. Italiani! In una memorabile adunata, quella di Berlino, io dissi che, secondo le leggi della morale fascista, quando si ha un amico si marcia con lui sino in fondo. Questo abbiamo fatto e faremo con la Germania, col suo popolo, con le sue meravigliose Forze armate. In questa vigilia di un evento di una portata secolare, rivolgiamo il nostro pensiero alla Maestà del re imperatore, che, come sempre, ha interpretato l'anima della patria. E salutiamo alla voce il Führer, il capo della grande Germania alleata. L'Italia, proletaria e fascista, è per la terza volta in piedi, forte, fiera e compatta come non mai. La parola d'ordine è una sola, categorica e impegnativa per tutti. Essa già trasvola ed accende i cuori dalle Alpi all'Oceano Indiano: vincere! E vinceremo!, per dare finalmente un lungo periodo di pace con la giustizia all'Italia, all'Europa, al mondo. Popolo italiano! Corri alle armi, e dimostra la tua tenacia, il tuo coraggio, il tuo valore! Combattenti di terra, di mare e dell'aria! Camicie nere della rivoluzione e delle legioni! Uomini e donne d'Italia, dell'Impero e del regno d'Albania! Ascoltate! Un'ora segnata dal destino batte nel cielo della nostra patria. L'ora delle decisioni irrevocabili. La dichiarazione di guerra è già stata consegnata agli ambasciatori di Gran Bretagna e di Francia. Scendiamo in campo contro le democrazie plutocratiche e reazionarie dell'Occidente, che, in ogni tempo, hanno ostacolato la marcia, e spesso insidiato l'esistenza medesima del popolo italiano . Alcuni lustri della storia più recente si possono riassumere in queste frasi: promesse, minacce, ricatti e, alla fine, quale coronamento dell'edificio, l'ignobile assedio societario di cinquantadue stati.La nostra coscienza è assolutamente tranquilla. Con voi il mondo intero è testimone che l'Italia del Littorio ha fatto quanto era umanamente possibile per evitare la tormenta che sconvolge l'Europa; ma tutto fu vano. Bastava rivedere i trattati per adeguarli alle mutevoli esigenze della vita delle nazioni e non considerarli intangibili per l'eternità; bastava non iniziare la stolta politica delle garanzie, che si è palesata soprattutto micidiale per coloro che la hanno accettate; bastava non respingere la proposta che il Führer fece il 6 ottobre dell'anno scorso, dopo finita la campagna di Polonia. Oramai tutto ciò appartiene al passato. Se noi oggi siamo decisi ad affrontare i rischi ed i sacrifici di una guerra, gi è che l'onore, gli interessi, l'avvenire ferramente lo impongono, poiché un grande popolo è veramente tale se considera sacri i suoi impegni e se non evade dalle prove supreme che determinano il corso della storia. Noi impugniamo le armi per risolvere, dopo il problema risolto delle nostre frontiere continentali, il problema delle nostre frontiere marittime; noi vogliamo spezzare le catene di ordine territoriale e militare che ci soffocano nel nostro mare, poiché un popolo di quarantacinque milioni di anime non è veramente libero se non ha libero l'accesso all'Oceano. Questa lotta gigantesca non è che una fase dello sviluppo logico della nostra rivoluzione; è la lotta dei popoli poveri e numerosi di braccia contro gli affamatori che detengono ferocemente il monopolio di tutele ricchezze e di tutto l'oro della terra; è la lotta dei popoli fecondi e giovani contro i popoli isteriliti e volgenti al tramonto, è la lotta tra due secoli e due idee. Ora che i dadi sono gettati e la nostra volontà ha bruciato alle nostre spalle i vascelli, io dichiaro solennemente che l'Italia non intende trascinare altri popoli nel conflitto con essa confinanti per mare o per terra. Svizzera, Jugoslavia, Grecia, Turchia, Egitto prendano atto di queste mie parole e dipende da loro, soltanto da loro, se esse saranno o no rigorosamente confermate. Italiani! In una memorabile adunata, quella di Berlino, io dissi che, secondo le leggi della morale fascista, quando si ha un amico si marcia con lui sino in fondo. Questo abbiamo fatto e faremo con la Germania, col suo popolo, con le sue meravigliose Forze armate. In questa vigilia di un evento di una portata secolare, rivolgiamo il nostro pensiero alla Maestà del re imperatore, che, come sempre, ha interpretato l'anima della patria. E salutiamo alla voce il Führer, il capo della grande Germania alleata. L'Italia, proletaria e fascista, è per la terza volta in piedi, forte, fiera e compatta come non mai. La parola d'ordine è una sola, categorica e impegnativa per tutti. Essa già trasvola ed accende i cuori dalle Alpi all'Oceano Indiano: vincere! E vinceremo!, per dare finalmente un lungo periodo di pace con la giustizia all'Italia, all'Europa, al mondo. Popolo italiano! Corri alle armi, e dimostra la tua tenacia, il tuo coraggio, il tuo valore!  

traduction  

" Combattants de terre, de mer et de l'air, chemises noires des Légions et de la Révolution, hommes et femmes d'Italie, de l'Empire et du royaume d'Albanie, écoutez ... Une heure marquée du sceau du Destin de la Patrie sonne au ciel de l'Italie l'heure des décisions irrévocables. ... La déclaration de guerre a déjà été notifiée aux ambassadeurs de Grande-Bretagne et de France. ... Nous entrons en lice contre les démocraties ploutocratiques et réactionnaires de l'Occident, qui, de tous temps, ont fait obstacle à la marche en avant et à l'existence même du peuple italien. ... Les quelques lustres de l'histoire la plus récente peuvent se résumer en ces trois mots : promesses, menaces, chantages, Le couronnement de cet édifice a été l'assaut ignoble de la Société des 52 Etats. ... Notre conscience est absolument tranquille. ... Comme vous, le monde entier est témoin que l'Italie a fait tout ce qui était humainement possible pour éviter d'être entraînée dans la tourmente qui ravage l'Europe, mais ce fut en vain. ... Il importait de réviser les traités pour les adapter aux multiples exigences de la vie des nations et non de les considérer comme intangibles pour l'éternité. Il importait de ne pas entrer dans la stupide politique des garanties, qui s'est trouvée meurtrière surtout pour ceux qui en paraissaient les bénéficiaires. ... Il importait de ne pas repousser la proposition qu'avait faite le Führer le 6 octobre dernier, après la fin de la campagne de Pologne. ... Désormais, tout cela appartient au passé. Si, aujourd'hui, nous nous sommes résolus à affronter les risques et les sacrifices d'une guerre, c'est que l'honneur, l'intérêt, l'avenir l'imposent sans recours. C'est parce qu'un grand peuple, digne de l'être, doit considérer ses intérêts comme sacrés et ne se soustrait pas à l'épreuve suprême par laquelle est déterminé le cours de l'histoire. ... Si nous prenons les armes, c'est pour résoudre, après avoir résolu le problème des frontière territoriales, le problème des frontières maritimes. ... Nous voulons briser les entraves d'ordre territorial et militaire qui enserrent notre mer, parce qu'un peuple de 49 millions d'habitants n'est pas vraiment libre, s'il n'a pas libre accès à l'Océan. ... Cette lutte gigantesque n'est qu'une phase dans le développement logique de notre révolution. C'est la lutte des peuples pauvres et nombreux qui n'ont que leurs bras contre les affameurs qui détiennent férocement le monopole des richesses et tout l'or du monde. ... C'est la lutte des peuples féconds et pauvres contre les peuples stériles de l'Ouest. C'est la lutte deux fois séculaire de deux courants d'idées. ... Maintenant que les dés sont jetés et que nos vaisseaux sont brûlés, je déclare solennellement que l'Italie n'entend pas entraîner dans le conflit les autres peuples, ses voisins de terre ou de mer. Que la Suisse, la Yougoslavie, la Grèce, la Turquie, l'Egypte, prennent acte de mes paroles. Il dépend d'elles, et seulement d'elles que ces paroles soient, ou non, rigoureusement confirmées. ... Italiens ! ... Dans une réunion mémorable, celle de Berlin, j'ai dit que, selon les lois de la morale fasciste, quand on a un ami, on marche avec lui à fond. ... C'est ce que nous avons fait. Et c'est aussi ce que nous ferons avec l'Allemagne, avec son peuple, avec ses armées victorieuses. ... A la veille d'un événement de portée séculaire, notre pensée va vers S. M. le Roi et Empereur, qui, comme toujours, est l'interprète de l'âme de la Patrie et nous saluons aussi le chef de l'Allemagne alliée. ... L'Italie prolétarienne et fasciste est, pour la troisième fois, sur pied, forte, fière et compacte comme jamais. ... Un seul mot d'ordre, catégorique et impératif s'impose à tous, des Alpes à l'Océan Indien : vaincre. ... Et nous vaincrons pour procurer finalement une longue paix de justice à l'Italie, à l'Europe et au monde. ... Peuple italien, aux armes ! Démontre ta ténacité, ton courage et ta valeur ! "

Clement Atlee, Lord Privy Seal (vice président du conseil) britannique déclare à propos de cette déclaration de guerre

Il n'y a aucune querelle entre le peuple Italien et les peuples Anglais et Français. Parce que Mussolini pense voir une chance de se garantir un butin aux dépens des démocraties occidentales maintenant qu'ils sont aux prises avec la force brutale de l'Allemagne....
Le Signor Mussolini utilise l'argument du chacal qui accentue la possibilité d'obtenir quelques débris du meurtre d'une autre bête. C'est le rôle ignoble que le Signor Mussolini a choisi pour le grand peuple italien qui a fait une contribution si splendide à la civilisation européenne dans le passé.... Les deux dictateurs se sont unis pour détruire la démocratie et la démocratie répondra au défi. D'au delà de l'Atlantique est venu une réponse d'une autre démocratie.

Face aux contrariétés et aux remontrances de certains collaborateurs importants et de militaires parmi lesquels Dino Grandi, Galeazzo Ciano et le général Enrico Caviglia, Mussolini aurait répondu :

« J'ai besoin de quelques milliers de morts pour m'asseoir à la table des négociations »


Posté le 04/10/2008 | 8 consultations | 0 commentaires | Voir et commenter l'article

Mentone d'italia

Film de l'istituto luce sur l'occupation de menton de 1940 à 1943 une scène a été tournée prés du pont saint louis  

durée 9 minutes

Mentone d'italia
envoyé par laurentnice

Posté le 04/10/2008 | 10 consultations | 0 commentaires | Voir et commenter l'article

La bataille des Alpes 10 25 juin 1940


Posté le 04/10/2008 | 15 consultations | 0 commentaires | Voir et commenter l'article

reportage sur la ligne maginot en italien


Posté le 07/10/2008 | 10 consultations | 0 commentaires | Voir et commenter l'article

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